Il banchiere nero riparte dalla libreria Feltrinelli di piazza del Duomo a Milano

Il banchiere nero riparte dalla libreria Feltrinelli di piazza del Duomo a Milano

Il banchiere nero riparte dalla libreria Feltrinelli di piazza del Duomo a Milano

Un rito particolarmente gradito per molti scrittori, milanesi e non, è quello di passare alla storica e fornitissima libreria Feltrinelli di piazza del Duomo (L’ingresso, per chi non lo sapesse, è in Galleria Vittorio Emanuele II) per firmare le copie dei propri romanzi.

Così, qualche giorno fa, grazie all’ospitalità e all’iniziativa di Mauro Cremon, mi sono recato per questo appuntamento ormai fisso per me e per il banchiere di Milano.

Buona lettura

 

 

 

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Il male esiste. Il male non scompare mai del tutto, anche se non lo si vede

Il male esiste. Il male non scompare mai del tutto, anche se non lo si vede

Non ascoltare quello che ti dicono gli altri. Se hai paura quando passi per una calle o attraversi un campiello, anche se in apparenza non c’è nulla da temere, è perché lì c’è il male.
Il male non scompare mai del tutto, sta a te riconoscerlo e rimanere in guardia quando lo incontri.
Tratto da “I fantasmi del banchiere nero. La quarta indagine di Raoul Sforza” di Ippolito E. Ferrario, Fratelli Frilli Editori, 2024
Il vizio di noi scrittori…James Coburn alla Trattoria alla Madonna di Venezia

Il vizio di noi scrittori…James Coburn alla Trattoria alla Madonna di Venezia

Il vizio di noi scrittori. James Coburn alla Trattoria alla Madonna di Venezia
A volte capita che si senta il desiderio di inserire, tra le righe di un romanzo, un episodio vero, di vita vissuta, camuffandolo con la finzione, ma il ricordo di esso, a distanza di tanti, troppi anni forse, rimane vivissimo…
«Stasera mi sento buono. D’altronde ho cenato alla Trattoria alla Madonna, ritrovando i piatti di un tempo. C’è mai stata?», le domandò il banchiere più interessato a sapere se Mara conoscesse la storica trattoria, invece che disquisire ancora sui fatti appena accaduti.
«Sì, qualche volta», rispose lei incerta. «Allora avrà assaggiato i meravigliosi antipasti e gli spaghetti al nero di seppia. Ricordo ancora una mia cena risalente al 1988. Per la cronaca ero latitante, a causa del solito accanimento giudiziario che ho subito negli anni. Detto questo ero a Venezia in occasione della mostra di un artista che amo e di cui ho molte opere in collezione, Federico Zandomeneghi, fra l’altro veneziano. Quella sera a cena, al tavolo accanto al mio c’era James Coburn, protagonista del film Giù la testa. Belli quei tempi in cui gli uomini tenevano molto di più all’eleganza e allo stile, rispetto a oggi. Ma pazienza», tagliò corto come se non avesse più voglia di continuare nel ricordo.
Tratto da “I fantasmi del banchiere nero. La quarta indagine di Raoul Sforza” di Ippolito E. Ferrario, Fratelli Frilli Editori, 2024
Mara, l’alternativa

Mara, l’alternativa

Un buon fine settimana in compagnia del banchiere nero e degli altri personaggi di questo quarto romanzo. Da qualche giorno il libro è presente nelle principali librerie.

Il fatto di apparire più giovane di quello che era, la sua aria “alternativa”, accentuata dai numerosi piercing alle orecchie e dai capelli completamente rasati, erano tutti fattori che non giocavano a suo favore in un mondo ancora legato alle apparenze.
Anche quella mattina i presenti la guardarono con un misto di curiosità, perdendosi in battute e risatine mentre lei, incurante, cercava di raggiungere la zona transennata dai nastri della polizia e sorvegliata da due agenti.

Tratto da “I fantasmi del banchiere nero. La quarta indagine di Raoul Sforza” di Ippolito E. Ferrario, Fratelli Frilli Editori, 2024

 

 

 

 

 

 

Giacomo Favretto e la sua Venezia

Giacomo Favretto e la sua Venezia

Giacomo Favretto e la sua Venezia

«Lei è mai stato a Venezia?», gli domandò Mara incuriosita.

La giornalista si sentiva nuovamente soggiogata dai modi di fare bizzarri di Sforza, dal suo conversare, passando da un argomento all’altro, mostrandosi affabile in alcuni momenti, freddo e bellicoso in altri.

«Manco da molti anni, ma è una città che ha un posto speciale nel mio cuore. Per tanto tempo ebbi il piacere di possedere una delle opere pittoriche più belle del grande pittore veneziano Giacomo Favretto. Una veduta del Traghetto della Maddalena. Un dipinto meraviglioso.
Ogni volta che lo osservavo ne rimanevo estasiato».

Tratto da “I fantasmi del banchiere nero. La quarta indagine di Raoul Sforza” di Ippolito E. Ferrario, Fratelli Frilli Editori, 2024

 

Venezia, protagonista della nuova indagine del banchiere

Venezia, protagonista della nuova indagine del banchiere

All’alba, una caligine spettrale si era levata lenta dai canali raggiungendo i piani più alti di case e palazzi. Venezia, in giorni come quello, sembrava sospesa in un’atmosfera fiabesca alla quale i suoi pochi abitanti erano abituati.

Chi era nato e cresciuto in Laguna non si stupiva di come essa potesse mutare aspetto repentinamente.

Le calli, i campi e le fondamenta, da luoghi ridenti e affollati di turisti, potevano diventare improvvisamente solitari, gravidi di silenzi a tratti angoscianti.

 

Tratto da “I fantasmi del banchiere nero. La quarta indagine di Raoul Sforza” di Ippolito E. Ferrario, Fratelli Frilli Editori, 2024